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Antibiotico resistenza, l’ASP Ragusa investe sulla formazione

Azione per combattere le malattie infettive
Tempo di lettura: 2 minuti

“Lotta all’antibiotico resistenza alla luce dell’approccio One Health in ambito umano, veterinario e ambientale”: è questo il titolo di un evento formativo organizzato nei giorni scorsi dalla dottoressa Maria Antonietta Di Rosolini, Direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Malattie Infettive dell’ospedale “Giovanni Paolo II” e Coordinatrice del Team Antimicrobial Stewardship (TAS), che opera in ambito ospedaliero e territoriale per ottimizzare la terapia antibiotica in tutte le realtà sanitarie.

L’iniziativa punta a garantire, in tutta l’ASP, l’ottimizzazione della terapia antibiotica per migliorare l’esito della malattia del paziente (“outcome”) e contribuire alla riduzione dell’incidenza della pandemia larvata dell’antibiotico resistenza. Quest’ultima è un fenomeno di adattamento di alcuni microorganismi che acquisiscono la capacità di sopravvivere e proliferare, nonostante l’azione contraria degli agenti antibatterici. “Si tratta di un problema mondiale – spiega la dottoressa Di Rosolini -. Entro il 2050 sono previsti 10 milioni di morti per malattie infettive sostenute da batteri multi resistenti, cioè lo stesso numero di morti previsti per l’insorgenza di un cancro”.

L’attività formativa è stata propedeutica per la realizzazione del PDTA per la sepsi, cioè il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente affetto da grave infezione (sepsi) dal momento del suo attivo in Pronto Soccorso fino al ricovero nel reparto di pertinenza. “Uniformare e condividere un percorso clinico-diagnostico riduce drasticamente la mortalità – aggiunge la dottoressa Di Rosolini -. Inoltre abbiamo messo a punto le istruzioni operative per combattere le infezioni addominali, il Clostridium difficile, le infezioni polmonari e le infezioni del sito chirurgico. Tutto punta a ottimizzare la prescrizione della terapia antibiotica. Nei prossimi mesi diffonderemo le informazioni in maniera ancora più capillare. La lotta all’antibiotico resistenza non è utile solo alla formazione dei sanitari ma, ad esempio, anche dei giovani studenti, affinché tutti siano consapevoli della problematica e assumano atteggiamenti utili alla salvaguardia della vita”.

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6 commenti su “Antibiotico resistenza, l’ASP Ragusa investe sulla formazione”

  1. Durante la pandeminkia, secondo un report dell’OMS, risulterebbe che vi sia stato un imponente abuso di antibiotici nei pazienti ammalati.

    Somministrati al 75% dei pazienti, in realtà servivano solo all’8%, cioè a meno di un paziente su 10.

    Questo rende molto l’idea sull’attenzione alla singola casistica ed all’utilizzo massiccio di protocolli.

    Quanto ha contribuito questa generosità nel sooministrarli al problema nascente?

    Ormai antibiotici e tachipirina sono caramelle, come l’aspirina ai tempi della spagnola.

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  2. Il problema è che voi a salvaguardia della vita mettete il business, non la vita delle persone.
    L’One Health lo avete legato alla vita umana, a quella animale e all’ambiente facendocelo credere la panacea della sopravvivenza ma nei fatti legate questa scienzah ai propri affari e ai propri interessi. Vostri, dei Big Pharma ad estesi anche alle altre aziende capitaliste che si occupano di ambiente. Per essere sicuri che ciò diventi prassi per curare le persone oltre a imporre protocolli ai sanitari in servizio, ora indottrinate gli studenti ad atteggiarsi e a seguire i protocolli che voi create e insegnate per i vostri interessi e portare avanti i vostri affari. E la cosa vi riuscirà facilmente perchè i nuovi medici che usciranno dalle università, seguiranno i vostri protocolli alla lettera in quanto col cervello piallato. La salute dei cittadini non è più il vostro lavoro per cui avete prestato giuramento, oggi il vostro lavoro è parlarci in continuo di virus, pandemie, vaccini, per portare la gente a scoprirsi il braccio e farvi arricchire. Nonostante tutto quello che avete creato artatamente con la pandemia e i relativi topicida, siete ancora a parlarci di salvaguardare la salute dei cittadini facendo la guerra a ipotetiche malattie infettive. Il paragone di vite spezzate dovute al cancro è azzeccato, con le chemio che fate e con tutto l’indotto che ci ruota attorno, i Miliardi non li contate più. Infatti avete creato dei sieri salva vita in sei mesi e in 100 anni non riuscite a curare il cancro. Eppure siamo nell’era ove la tecnologia non ha più segreti e nessun limite. O forse volete tenere gli esseri umani limitati per credere alle vostre narrazioni?
    Non siete più credibili e non siete neppure affidabili moralmente e professionalmente.

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  3. Un cittadino sano non fa business, gli ammalati fanno business, questa è la verità. Non vi crede più nessuno, siete completamente inaffidabili. Non è vero che avete a cuore la salute dei cittadini, anzi è il contrario.

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  4. Mi accodo alle analisi precedenti.
    Il problema vero è non chi continua a elaborare genialmente questa narrazione, ma i nostri “simili”, che per un piatto di lenticchie si vendono facilmente, continuando a dare pacche (o meglio pacchi) sulle spalle e non solo.
    Chissà poi perché in questi programmi e prodotti non rientrino i fratelli immigrati, cui invece, in particolare nel triennio fascista del 21 secolo, sono destinati piccioli per ben altro.

  5. Ci vogliono dire che se usiamo spesso antibiotici i batteri creeranno batteri più resistenti che avranno bisogno di antibiotici più potenti e così via .
    E bene invece che il nostro corpo provi a combattere i batteri con la febbre alta , ma noi la vogliamo fare scendere subito per stare meglio con la tachipirina .
    La risposta all’attacco esterno il nostro corpo la da con la febbre , portando in alto la temperatura il batterio ha difficoltà a vivere .
    Il cancro è incurabile e lo dimostrano i miliardari che muoiono,
    Perché il cancro è un guasto del nostro corpo ,è il nostro corpo che non funziona e si forma il cancro .
    Adesso dopo mille conquiste in tutti i campi tramite la medicina , accusare i medici e chi fabbrica le medicine è ingeneroso ,
    Tutti Oggi facciamo uso di medicine,
    Per la pressione , per il reflusso , per la tiroide, per il diabete , per la circolazione, ecc ecc ,
    Molte di queste cure ci allungano la vita ,
    Viviamo il doppio di quanto vivevano i Romani .
    Avete paure delle medicine d’accordo,
    Ma per giustificare le vostre paure accusate tutto il sistema che ci cura, che ci opera ,che ci salva la vita , e ci da altri anni da vivere .
    Non penso che il vostro atteggiamento sia corretto.
    Se riconoscete di non averne bisogno allora fate come vi pare .
    Io penso che ho bisogno dei medici, delle medicine,e degli ospedali, come ne ho avuto bisogno in passato. E ringrazio di vivere in un’epoca dove non devo morire per un’infezione come succedeva 100 anni fa .
    Loro si fanno i soldi ??
    Ma perché tutti gli altri che ci vendono cose non fanno i soldi ??

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  6. Amo Modica, qui nessuno generalizza per tutta la classe medica.
    Ci sono medici che applicano protocolli come se fossimo tutti uguali, e medici che curano il singolo in base all’età, alle sue condizioni cliniche generali, ai suoi bisogni.

    Ci sono farmaci che servono sicuramente, ci sono abusi di farmaci che potrebbero essere evitati o farmaci che potrebbero essere sostituìti con altri rimedi, a seconda dei casi.
    Ma ormai non più pazienti, vogliamo tutto e subito pure noi e nemmeno farci due giorni di febbre, ed il mercato farmaceutico ci accontenta entusiasticamente grazie ai loro tramite.

    Chiunque qui avrà fatto un consulto, poi, avrà sicuramente chiesto un secondo parere. Come mai? Perché non ci si fida, perché sappiamo che sbagliano.

    Per gli antibiotici e la tachipirina, chi ha iniziato a prescrivere a gogo ed abituato le persone ad usarli al minimo sintomo, ed i genitori con i bambini, a non farne a meno, quando nella maggior parte dei casi basta, giustamente come dice, una bella sudata con la febbre?

    La maggior parte dei medici, ha sbagliato e sbaglia applicando facilmente gli stessi protocolli a ragazzi come ad anziani, non perdendo però la prosopopea, l’arroganza e la spocchia che da sempre lì contraddistingue, gente che guadagna soldini grazie a noi, eppure si ergono gerarchicamente sopra di noi, quando dovrebbero lustrarci le scarpe quando entriamo. Siamo clienti a tutti gli effetti ma così non ci trattano, e nemmeno ci trattano da pazienti. Se fossero nel privato, in mancanza di risultati e con questo atteggiamento, non durerebbero una settimana e sarebbero presi a calci nel sedere e dovrebbero cercarsi altri lavori.

    Esiste sempre meno il rapporto di fiducia con il medico di base, che ormai è diventato solo un prescrittore e non ha più tempo da dedicare al singolo come dovrebbe essere.

    Ovviamente bravi medici, persone prima di tutto dotate di empatia, attenti a sintomi e condizioni generali ci sono, ma sono pochissimi, sempre meno, e più giovani arrivano e peggio è.

    Ora, per il mio post, il problema hanno contribuito proprio loro a peggiorarlo negli ultimi anni.
    Si abusa di farmaci che sembrano fare miracoli e poi si deve correre ai ripari.
    Idem con i gastroprotettori, tachipirina, farmaci ritirati dal commercio (a tonnellate), e non le aggiungo altro senno cadiamo in polemica…

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