
La melodia del piano, Cosmo Iannone Editore, è un romanzo autobiografico dello scrittore Abou Shareb che ripercorre un importante pezzo di vita di un migrante egiziano in Italia. Nato in Egitto nel 1952, Shareb a 25 anni lascia la sua terra viaggiando per i paesi del Medio Oriente. Negli anni 80 si stabilisce a Firenze, dove attualmente risiede con la famiglia dedicandosi al giornalismo e alla scrittura letteraria. Da anni collabora con testate arabe e italiane, ha pubblicato vari libri e ricevuto diversi Premi sia in Italia che all’estero.
Il romanzo narra gli anni fiorentini dell’autore, concentrandosi sul tema della famiglia e delle sfide affrontate come immigrato. I protagonisti sono l’autore stesso, sua moglie (gravemente malata) e la figlia che suona il pianoforte.
I temi principali del romanzo si riferiscono alla ghorba (nostalgia/straniamento dalla terra natale) e l’importanza della famiglia come rifugio. Ma rappresenta anche il dialogo tra culture diverse e mette in evidenza valori fondamentali come la pazienza e la speranza. La narrazione è ispirata ai cantastorie egiziani e intrisa di elementi del sufismo (misticismo islamico), e animata da dialoghi per rappresentare la vita quotidiana e la visione positiva dell’Italia e degli italiani.
Il romanzo ha avuto successo in Egitto, con recensioni positive che hanno sottolineato sia il valore testimoniale dell’esperienza migratoria sia la qualità letteraria.
Il testo evidenzia come l’opera di Abou Shareb rappresenti un esempio significativo di letteratura transculturale, che mette in dialogo la tradizione araba con quella occidentale attraverso l’esperienza personale della migrazione.
La melodia del piano, originariamente destinato a un pubblico lontano, quello della madrepatria dell’autore, è un libro che è stato anche proposto in traduzione per il lettore italiano, e quel che piace di esso è il fatto che si tratta di un’opera che aiuta a comprendere come la letteratura può avere un ruolo decisivo nel dialogo tra culture diverse. Immergendosi nelle pagine, infatti, il lettore si trova subito coinvolto nella quotidianità, in fatti esistenziali medianti i quali l’Autore rivela chi è lui, e come da egiziano è riuscito a superare il dolore, la lontananza dalla propria terra, e a vivere la religiosità, l’amore, la fedeltà.
Dalla narrazione trasuda insomma la mestizia di Abou Shareb, che fa entrare il lettore nella visione della vita di un uomo che ha gli stessi sentimenti di ogni altro uomo, facendo risaltare come la letteratura non ha barriere, ma anticipa un nuovo modo di “essere uomini”.
Ciò che si coglie particolarmente nel libro è la sacralità della famiglia, un valore che l’autore sente legato alla propria cultura di origine e che lo accompagna costantemente nella sua nuova vita di immigrato, riuscendo a comunicare le proprie esperienze ai connazionali e a tutti coloro che hanno fatto esperienza dell’immigrazione, con un linguaggio descrittivo che si snoda, sostanzialmente, su tre livelli: un livello storico-autobiografico, dove ci sono richiami all’infanzia e a vicende politiche; un livello letterario e un livello etico- sapienziale.
Abou Schareb – come afferma nella postfazione Hussein Mahamoud, docente della Badr Università in Cairo, “offre nel romanzo un esempio di condotta virtuosa dei tanti attuali migranti in Europa che non si lasciano schiacciare dal peso dei problemi e che reagiscono positivamente al trauma della migrazione. L’unico vero problema esistenziale ed emotivo che l’essere immigrato comporta, è per l’autore la lontananza dal contesto naturale della propria terra natale. Neppure la nostalgia, però , lo spinge al pensiero di voler ritornare al suo paese”.
Per concludere, Abou Shareb con La melodia del piano opera una osmosi tra esperienza e memoria, facendo risaltare sentimenti di dolore, le perdite affettive, la malattia, la speranza di rinascita, con linguaggio che si snoda sul modello quasi parlato della conversazione amichevole e familiare, e che si muove dentro un universo sapienziale che appartiene alla quotidianità dell’esistenza personale. L’importanza di questo libro risiede, come ha scritto buona parte della critica, nella sua natura testimoniale in grado di descrivere le difficoltà materiali, psicologiche e culturali che la migrazione comporta esaltando nel contempo i valori della pazienza, della speranza e dell’amore.
2 commenti su “Il libro “La melodia del piano” di Shareb…di Domenico Pisana”
L’autore dell’articolo ha colto il focus del romanzo, ma sarebbe stato ancora più vivido se avesse riportato dei tratti della critica sia italiana che estera.
Penso che il valore non sia da circoscrivere nel fenomeno della migrazione ma nel messaggio della letteratura capace di oltrepassare i confini culturali.
Grazie di questo commento e sono certo che ne produrrà altri.
Speriamo che nessuno sia più costretto a lasciare la sua patria d’origine per i più svariati motivi e costretto a virtuose integrazioni! Casi isolati purtroppo che confermano la regola . Verrebbe da dire , se non fosse che la realtà è lì come un immenso macigno e non si può spostare , cambiare . Storia e storie di progressi scientifici e tecnici , civili e etico-morali e in tutti i campi dello scibile, ma anche di guerre di conquista, di sfruttamento coloniale e imperialismo , di geopoliche per mantenere il ruolo di superpotenze nel mondo , dell’economia che domina la politica e l ‘informazione. Certo a chi non piacerebbe una “cittadinanza planetaria ” il pianeta terra come stato , un governo mondiale e una costituzione mondiale ispirata a quella Italiana!!!???